Il ritorno del Commissario Rossi: quando il passato bussa alla porta
La pioggia, il silenzio e un conto aperto lungo tredici anni.
Lorenzo Rossi non è un commissario come gli altri. È un uomo che ha scelto le mura del suo ufficio come scudo contro un mondo che fuori corre troppo veloce e troppo sporco. Ma ci sono notizie che non possono essere ignorate, notizie che ti costringono a rimetterti il cappotto fradicio e a scendere di nuovo in strada.
«Commissario Rossi... hanno ucciso Manina questa notte.»
Inizia così il secondo capitolo de "L'uomo buono". Con una morte che sa di beffa. Tredici anni passati a dare la caccia a un fantasma, per poi trovarlo steso a terra in un lavoro così pulito da sembrare irreale.
Un delitto perfetto?
Sulla scena del crimine, tra i lampeggianti che riflettono sull'asfalto bagnato, Rossi ritrova la sua squadra: gli ispettori Mancini e Bianchi, e la giovane Elena Roberti. Ma quello che Rossi vede non è solo un cadavere. Vede un vuoto. Uno spazio dove prima c'era qualcosa e che ora è sparito.
Chi è "l'ombra" vista fuggire dai testimoni? Chi conosceva così bene la posizione delle telecamere da evitarle con precisione chirurgica?
L'indagine entra nel vivo
Non è solo la caccia a un assassino. È la sfida di un uomo che deve tornare a fidarsi del suo istinto, fuori dalla sua zona di comfort, in una città che non sembra avere intenzione di collaborare.
Questo qualcuno ha fatto il lavoro per noi," dice Rossi. Ma a quale prezzo?
"Ti sei perso l'inizio? Scopri come tutto è cominciato nel primo capitolo..."
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