Un patto di sangue: Estratto esclusivo da "L'uomo buono"
L’uomo nell’ombra strinse i denti, un dolore sordo gli serrava la gola.
«Loro…» la voce gli si spezzò, incapace di pronunciare altro.
Manina tossì, un rivolo di saliva gli uscì dalla bocca.
«Stavo per… stavo per smascherarlo. Il Barone… vuole tutto. Il controllo totale. Non si fermerà davanti a niente.»
«E quindi?» incalzò l’altro, la voce spezzata dalla rabbia e dal dolore.
«Mi ha scoperto. Sapeva che avevo le prove. Mi ha detto che se avessi parlato, se solo avessi pensato di farlo… mi avrebbe fatto sparire. Avrebbe fatto del male a chiunque mi fosse vicino. E io… io non potevo permetterlo.»
«E quindi hai preferito che morissero degli innocenti pur di salvare te stesso?»
«Non è andata così… Nell’appartamento accanto c’erano delle sue conoscenze. Loro dovevano morire… Sarebbe finita lì. Ma mi sbagliavo. Lui… Don Salvatore è un mostro. Non si fermerà. Devi fermarlo tu. Per loro… per tutti quelli che finiranno sulla sua strada.»
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«Ti darò tutto quello che ho» rispose Manina, con voce affannosa. «I soldi, le informazioni… tutto ciò che ti serve per rifarti una vita. Ma devi promettermi che lo fermerai. Devi impedirgli di prendere il controllo totale.»
L’uomo nell’ombra lo guardò con sospetto.
«E perché dovrei crederti? Come posso sapere che non mi stai mentendo? Come posso fidarmi di te?»
Manina rise, un suono freddo e tagliente. «Fidarti di me? Non dovresti. Io sono un sicario, non un prete. Ma ti darò quello che vuoi, se mi prometti di fare quello che ti chiedo.»
«E cosa ti impedisce di uccidermi qui e prenderti tutto quello che ho?»
Manina scrollò le spalle. «Potrei farlo. Ma preferisco un accordo. Un accordo che vada a beneficio di entrambi. Tu mi aiuti a fermare Don Salvatore, io ti do la mia ricompensa. Semplice, no?»
L’uomo nell’ombra lo guardò negli occhi, cercando di capire se dicesse la verità.
«Va bene» disse infine. «Abbiamo un accordo.»
«Perfetto» disse Manina, con un sorriso soddisfatto. «Ora ascolta attentamente…»
Dopo aver ottenuto le informazioni, l’uomo nell’ombra estrasse la pistola e la puntò alla testa di Manina.
«Grazie per la collaborazione» disse, con voce gelida. «Ma non ho bisogno di ricompense. La mia vendetta è la mia unica ricompensa.»
Il colpo fu secco e silenzioso. Il corpo di Manina sussultò per un istante, poi rimase immobile. Con un filo di voce disse:
«Ricorda. Una è già in tuo possesso… devi solo trovarla» e così esalo l’ultimo respiro.
L’uomo nell’ombra si alzò.
«Stronzo» sibilò, guardando il corpo senza vita ai suoi piedi. Rovistò velocemente nella stanza, trovando solo una manciata di banconote che si infilò in tasca. Nella stanza, un portatile spento sulla scrivania con una chiavetta attaccata; la tirò via e la ripose in tasca.
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