Perché ho scritto L'Uomo Buono
Dietro le quinte: Com'è nato "L'Uomo Buono"
Molti mi chiedono da dove nasca l’idea per un romanzo. Per L'Uomo Buono, la scintilla è scoccata in modo del tutto inaspettato, in un momento di normale quotidianità familiare.
Tutto è iniziato grazie a mia moglie. Lei è una grande appassionata di serie poliziesche; le guarda con un’attenzione tale che, standole accanto, ho iniziato a osservare quei meccanismi narrativi, quelle sfumature di mistero che tengono incollati allo schermo.
Ma la vera spinta creativa è arrivata da una domanda più intima e terribile che mi sono posto subito dopo:
"Cosa farei se mi togliessero un pezzo fondamentale della mia vita?"
Ho pensato a lei, a mia moglie. Ho provato a immaginare quel vuoto improvviso e incolmabile. Mi sono chiesto quale reazione potrebbe scattare in un uomo che perde ciò che ha di più caro. Da lì, il confine tra l'essere un "uomo buono" e qualcos'altro è diventato il cuore della mia storia.
Scrivere questo libro non è stato solo costruire un caso giallo, ma scavare dentro un’emozione che spero possiate ritrovare tra le pagine.
- Se vuoi scoprire cosa scatta davvero in quel vuoto, puoi trovare il libro qui
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